Luca Rossi - Un flusso di coscienza imperfetto 1.0

BIOGRAFIA

 

Ho iniziato a fotografare da bambino in analogico sotto la guida della carissima cugina Albertina Rossi che faceva parte del Circolo Fotografico Vicentino. Fino da allora ammiravo e seguivo fotografi come Attilio Pavin, Mario Lasalandra, Placido Barbieri.
Durante l’adolescenza ho abbandonato completamente la pratica, ma mantenuto vivo l’interesse per la fotografia che ho poi ripreso con l’evento del digitale.
L’amore per la fotografia di strada e la continua ricerca mi hanno portato negli anni a dedicare molto tempo a gruppi di studio e workshop per confrontarmi con l’eccellenza degli autori contemporanei che mi hanno influenzano e mi ispirano come Umberto Verdoliva, Riccardo Bononi (Istituto di Ricerca e Formazione nelle Scienze Sociali IRFOSS), Ferdinando Fasolo e Giampaolo Romagnosi Gruppo Mignon).

Non credo ci sia un punto di arrivo in fotografia ma penso ci sia solo il cammino che ne è esso stesso l’essenza.


 

UN FLUSSO DI COSCIENZA QUASI IMPERFETTO 1.0

 

La tecnica narrativa “flusso di coscienza” consiste nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi. Non ho trovato una definizione che si adatta di più al mio modo di fotografare.

Un flusso di coscienza imperfetto 1.0 è un progetto emerso dalla continua analisi del mio archivio ed ha come filo conduttore quella strana sensazione di essere osservati che quando diventa pesante si trasforma in Scopofobia (paura morbosa di essere osservati e attirare l’attenzione altrui).